Chirurgia low cost: i pericoli

Chirurgia low cost: i pericoli

Vorrei riallacciarmi ai recenti servizi riguardanti la chirurgia estetica mandati in onda durante le puntate de “le Iene”, popolare trasmissione delle reti Mediaset.

Premetto che non ho mai avuto particolare stima di quel tipo di trasmissione, solita usare toni sensazionalistici e superficiali per catturare l’attenzione del pubblico, su temi di importante impatto sociale, uno fra tutti il caso Stamina. Pertanto ho guardato i servizi trasmessi con una certa prevenzione, pensando al “solito” servizio dove si getta fango sulla mia professione.

In realtà, fermo restando la criticabilità dei toni a mio avviso sempre sopra le righe, purtroppo ammetto che in questo caso è stato scoperchiato un problema serio e diffuso: quello della chirurgia di massa e a basso costo. Sono senz’altro il primo a voler sdoganare la chirurgia estetica per tutti coloro che inseguono il sogno di migliorarsi. E oggettivamente la possibilità di stipulare dei finanziamenti per pagare a rate gli interventi oltreché un certo livellamento dei costi consente di accedere a questo tipo di chirurgia a un vasto numero di persone. Tuttavia ci sono dei limiti.

La paziente non può essere abbindolata dal prezzo basso. Come non può essere abbindolata dalla visita “on line” o via whatsapp come ho sentito nel servizio de Le Iene. La paziente deve seguire un percorso prima di tutto basato sul contatto con il proprio chirurgo, che fin da subito insieme alla propria equipe, deve mettersi a disposizione della paziente.
La chirurgia estetica deve avere costi giusti, che non possono essere eccessivamente bassi, perché necessariamente questo va a discapito della qualità del servizio e dei prodotti.