Ginecomastia

La ginecomastia

La ginecomastia è una condizione caratterizzata dallo sviluppo anomalo delle mammelle nell’uomo. È normale che, durante la pubertà, si assista ad uno sviluppo della ghiandola mammaria anche nell’uomo ma, dopo breve tempo, questa si riduce fino ad una quasi completa atrofia. Quando la naturale atrofia non interviene, si ha un aumento di volume che non comporta particolari conseguenze fisiche, ma indubbiamente un disagio di tipo psicologico ed estetico. Una simile condizione si può verificare anche in caso di assunzione di particolari ormoni o per varie altre cause che possono concorrere nel corso della vita di un uomo adulto e in questo caso si definisce pseudoginecomastia.

Cosa fare?

Il problema si può risolvere grazie ad un intervento di chirurgia plastica ed estetica, che è simile sia in caso di ginecomastia vera che di falsa (pseudoginecomastia). Si tratterà quindi di eliminare sul torace dell’uomo, al di dietro dei capezzoli, il tessuto mammario o adiposo eventualmente presente. A seconda dei casi e dei desideri dei pazienti, questo può avvenire tramite una lipoaspirazione oppure, nei casi più gravi, con un intervento di mastectomia “nipple sparing”, che prevede cicatrici emiareolari. Questo trattamento è in grado di offrire buoni risultati sotto il profilo del ripristino della forma e del profilo del torace maschile, e residuano cicatrici cutanee di diversa estensione, a seconda dell’entità del problema e della tecnica impiegata, la cui qualità ed evoluzione non è sempre prevedibile e può dipendere dalle caratteristiche dei tessuti (es. elasticità) e dalla reattività individuale. Le cicatrici sono collocate attorno all’areola qualora si sottoponga a mastectomia oppure in due o più punti nel caso si sottoponga a lipoaspirazione. Le due tecniche non si escludono e, anzi, spesso vengono utilizzate insieme.

Cosa aspettarsi

Il risultato finale è da valutare non prima di 2-3 mesi per dare il tempo alle mammelle di assestarsi, mentre le cicatrici andranno in contro ad un notevole miglioramento spontaneo nell’arco di 12-18 mesi.