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Interventi VisoDurante la visita il Dott. Morelli Coghi mostra numerose fotografie pre e post operatorie di ogni intervento sottocitato e ulteriori ed esaustive informazioni a riguardo. La blefaroplasticaBorse, occhiaie, palpebre pesanti o grinzose possono essere corrette mediante l'intervento di blefaroplastica. A seconda del caso clinico, l'intervento può essere limitato all'asportazione della pelle in eccesso, oppure estendersi all'eliminazione dei cuscinetti di grasso, alla loro ridistribuzione o al riassetto della muscolatura orbitaria. Le piccole rughe periorbitarie dette "zampe di gallina" non vengono però cancellate, ma solo migliorate e attenuate per effetto della distensione della cute. La blefaroplastica può essere praticata sia sulle palpebre superiori che inferiori, anche contemporaneamente. All'intervento residuano cicatrici minime, occultate nelle naturali pieghe palpebrali. La blefaroplastica, di solito effettuata in anestesia locale ed in regime di Day Surgery. Il risultato, buono fin dall'inizio anche se alterato dall'inevitabile gonfiore post-operatorio e dalla comparsa di ecchimosi più o meno evidenti, tende a stabilizzarsi nel giro di alcune settimane. All'intervento esitano sottili cicatrici lungo il bordo ciliare che nel giro di pochi mesi risulteranno praticamente invisibili. L'intervento non interferisce con le capacità visive. L'otoplasticaLe orecchie prominenti o "a ventola" possono essere corrette a partire dai 6-7 anni di età mediante l'intervento di otoplastica. L'intervento rimodella, con tecniche diverse a seconda delle diverse situazioni anatomiche, la cartilagine dell'orecchio mediante un accesso chirurgico a livello della superficie posteriore del padiglione, così facendo gli esiti cicatriziali sono modesti e nascosti nel solco retroauricolare. L'intervento viene fatto in anestesia locale, senza necessità di ricovero. Il risultato è buono fin dai primi giorni, anche se condizionato dall'inevitabile edema post-operatorio che tenderà a regredire completamente nel giro di 2-3 settimane. L'intervento di otoplastica è forse il più comune intervento di estetica, ciononostante vi possono essere alcune rare complicanze come l'infezione e l'ematoma o la parziale recidiva del difetto, che possono richiedere un ulteriore revisione chirurgica. La rinoplasticaIl seguente modulo ha lo scopo di fornire alla Paziente, in aggiunta al colloquio pre-operatorio con il Chirurgo, le informazioni riguardanti le caratteristiche ed i possibili rischi dell' intervento di rinoplastica. La rinoplastica è un intervento che consente, mediante svariate tecniche chirurgiche, di modificare la forma della piramide nasale e della punta correggendo difetti ed alterazioni sgraditi al Paziente. E' importante, tuttavia, discutere ampiamente con il Chirurgo le proprie aspettative in rapporto ai reali risultati ottenibili. Nella grande maggioranza dei casi, la via di accesso chirurgica è all'interno delle narici, senza apprezzabili cicatrici residue, in particolari situazioni può essere richiesto un approccio esterno (rinoplastica aperta), nel qual caso può esitare una piccola cicatrice a livello della columella. Se è presente anche una deviazione del setto nasale, con insufficienza respiratoria, è possibile eseguire contemporaneamente un intervento di settoplastica. L'intervento di rinoplastica è generalmente eseguito in anestesia locale con sedazione profonda o generale in regime di Day Surgery. Alla fine dell'intervento viene praticata una medicazione rigida che deve essere mantenuta in sede per almeno 7 giorni. Il risultato è soddisfacente fin dai primi giorni anche se alterato dall'inevitabile edema post-operatorio, che andrà lentamente risolvendosi nel giro di circa 1-2 mesi. Frequente è anche la comparsa di evidenti ecchimosi periorbitarie che scompariranno in 10-15 giorni. Al completo riassorbimento dell'edema, talvolta si evidenziano modeste irregolarità del profilo che possono richiedere un piccolo intervento di revisione. Come tutti gli interventi chirurgici anche la rinoplastica non è priva di possibili anche se rare complicanze, tra queste sono da segnalare l'infezione ed in sanguinamento post-operatorio, la persistenza di irregolarità a livello del dorso e una parziale insufficienza respiratoria attraverso le narici secondaria ad eccessivo indebolimento delle strutture cartilaginee alari. Al fine di minimizzare queste possibili complicanze, si raccomanda di seguire le indicazioni del Chirurgo. LipofillingLipofilling significa letteralmente "riempire con il grasso". L'innesto di grasso autologo (ossia prelevato dallo stesso paziente) è una tecnica ormai ben consolidata in chirurgia plastica, che ha subito negli anni diverse rivisitazioni tanto da ampliare notevolmente il suo campo di utilizzo. La tecnica di prelievo del grasso (che verrà poi reimpiantato) è quella della liposuzione e pertanto il lipofilling può essere utilmente abbinato ad una liposuzione o liposcultura estetica di altre sedi, quali addome e fianchi. A differenza della liposuzione tradizionale, si utilizzano cannule sottili e più adatte a trattare con delicatezza il materiale prelevato. Questo viene poi trattato mediante centrifugazione o filtrazione in modo da separare la componente più prettamente adiposa dal siero. In questo modo infatti si ottiene un tessuto non solo adatto a essere usato come riempitivo ma che anche funge da "carrier" per le cellule staminali che sono presenti attorno agli adipociti. In particolare, tramite questa tecnica di impianto di tessuto adiposo "proprio" può essere ottenuto l'aumento estetico di alcune aree del volto (quali zigomi, guance o labbra). I risultati sono generalmente estremamente naturali e, sebbene sovente sia richiesto più di un trattamento, sono permanenti e virtualmente privi di complicanze a distanza. Come detto, il lipofilling è inoltre utilizzato per migliorare molti interventi di chirurgia ricostruttiva soprattutto nel campo della ricostruzione mammaria post oncologica (e quindi dopo mastectomia o quadrantectomia) o della ricostruzione post traumatica degli arti. In questi casi oltre che l'effetto "riempitivo" il grasso reimpiantato porta con sé una buona quota di cellule staminali in grado di "sanificare" i tessuti danneggiati (es. la pelle lesa dagli esiti di radioterapia). Da ultimo, ma non meno importante, il lipofilling viene applicato sempre più spesso nel campo delle correzioni degli esiti di mastoplastica additiva o mastopessi con o senza protesi. In questo caso la tecnica sfrutta sia le caratteristiche di riempitivo del tessuto adiposo per correggere eventuali asimmetrie, sia le caratteristiche sanificatrici delle cellule staminali per ridare tono a tessuti sottili o eccessivamente tesi per la presenza delle protesi. L'intervento di lipofilling viene normalmente eseguito in anestesia locale talora con sedazione leggera e assistenza anestesiologica in regime di Day Surgery. La ritidectomia o face liftingCon l'intervento di ritidectomia è possibile distendere la pelle del viso e del collo e migliorarne il contorno, mediante l'asportazione della cute in eccesso e la sospensione dei muscoli sottostanti. L'intervento può essere limitato ad un solo settore del viso od essere esteso all'intero volto a seconda delle problematiche individuali. L'effetto generale di ringiovanimento può essere migliorato associando, contemporaneamente o successivamente, interventi aggiuntivi quali la blefaroplastica, la liposuzione localizzata, il lipofilling ed il rimodellamento dello scheletro facciale. Le cicatrici che residuano all'intervento sono per la maggior parte situate in zone poco visibili (cuoio capelluto e solco retroauricolare), l'unico tratto esposto, a livello del margine anteriore del padiglione auricolare, nel giro di poche settimane diverrà impercettibile. Il tipo di anestesia, la durata della degenza e la frequenza della medicazioni, variano caso per caso e dipendono dalla tecnica impiegata. Sebbene gli interventi di ritidectomia siano ben codificati, nondimeno possono essere gravati da rare anche se possibili complicanze; tra queste sono da ricordare l'infezioni post-operatorie, gli ematomi, la sofferenza dei lembi cutanei con ritardo dei processi di cicatrizzazione e la lesione, solitamente transitoria molto raramente definitiva, di rami terminali del plessofacciale. |