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La blefaroplastica è un intervento che consente di correggere borse, occhiaie, palpebre pesanti o grinzose. A seconda del caso clinico, l’intervento può essere limitato all’asportazione della pelle in eccesso, oppure estendersi all’eliminazione dei cuscinetti di grasso, alla loro ridistribuzione o al riassetto della muscolatura orbitaria. Le piccole rughe periorbitarie dette “zampe di gallina” non vengono però cancellate, ma solo migliorate e attenuate per effetto della distensione della cute. La blefaroplastica può essere praticata sia sulle palpebre superiori che inferiori, anche contemporaneamente. All’intervento residuano cicatrici minime, occultate nelle naturali pieghe palpebrali. Il risultato, buono fin dall’inizio anche se alterato dall’inevitabile gonfiore post-operatorio e dalla comparsa di ecchimosi più o meno evidenti, tende a stabilizzarsi nel giro di alcune settimane. All’intervento esitano sottili cicatrici lungo il bordo ciliare che nel giro di pochi mesi risulteranno praticamente invisibili. L’intervento non interferisce con le capacità visive. Per la donna è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale, anche se tale condizione non è preclusiva dello stesso. È normale che le palpebre si gonfino (edema) e che si manifestino dei lividi (ecchimosi), spesso più evidenti da un lato che dall’altro, ma ciò non deve preoccupare. Piccole ecchimosi possono formarsi anche nella congiuntiva ed il loro riassorbimento sarà più lento. Per accelerare il riassorbimento dell’edema e delle ecchimosi (che col tempo tenderanno a diffondersi verso il basso) è utile applicare sulle palpebre impacchi freddi nelle ore immediatamente successive all’intervento
Le orecchie prominenti o “a ventola” possono essere corrette a partire dai 6-7 anni di età mediante l’intervento di otoplastica. L’intervento rimodella, con tecniche diverse a seconda delle diverse situazioni anatomiche, la cartilagine dell’orecchio mediante un accesso chirurgico a livello della superficie posteriore del padiglione esterno. In questo modo, gli esiti cicatriziali sono modesti e nascosti nel solco retroauricolare. L’intervento viene fatto in anestesia locale, senza necessità di ricovero. Il risultato è buono fin dai primi giorni, anche se condizionato dall’inevitabile edema post-operatorio che tenderà a regredire completamente nel giro di 2-3 settimane. L’intervento di otoplastica è forse il più comune intervento di estetica, ciononostante vi possono essere alcune rare complicanze come l’infezione e l’ematoma o la parziale recidiva del difetto, che possono richiedere un ulteriore revisione chirurgica. Per le donne, è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale. È importante indossare una fascia o una bandana contenitiva per due settimane dopo l’intervento.
La rinoplastica è un intervento che consente di modificare la forma della piramide nasale e della punta correggendo difetti ed alterazioni sgraditi al o alla Paziente. Nella grande maggioranza dei casi, la via di accesso chirurgica richiede un approccio esterno (rinoplastica aperta), nel qual caso può esitare una piccola cicatrice a livello della columella. Talora è possibile eseguire solo incisioni all’interno delle narici, senza apprezzabili cicatrici residue. Se è presente anche una deviazione del setto nasale, con insufficienza respiratoria, è possibile eseguire contemporaneamente un intervento di settoplastica. L’intervento di rinoplastica è generalmente eseguito in anestesia locale con sedazione profonda o generale in regime di Day Surgery. Alla fine dell’intervento viene praticata una medicazione rigida che deve essere mantenuta in sede per almeno 7 giorni. Il risultato è soddisfacente fin dai primi giorni anche se alterato dall’inevitabile edema post-operatorio, che andrà lentamente risolvendosi nel giro di circa 1-2 mesi. Frequente è anche la comparsa di evidenti ecchimosi periorbitarie che scompariranno in 10-15 giorni. Al completo riassorbimento dell’edema, talvolta si evidenziano modeste irregolarità del profilo che possono richiedere un piccolo intervento di revisione. Come tutti gli interventi chirurgici anche la rinoplastica non è priva di possibili anche se rare complicanze, tra queste sono da segnalare l’infezione ed in sanguinamento post-operatorio, la persistenza di irregolarità a livello del dorso e una parziale insufficienza respiratoria attraverso le narici secondaria ad eccessivo indebolimento delle strutture cartilaginee alari. Al fine di minimizzare queste possibili complicanze, si raccomanda di seguire le indicazioni del Chirurgo. Per le donne, è’ opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale. Per alcune settimane, dopo la rimozione della medicazione contenitiva, evitare di esporsi al rischio di traumi diretti al naso come, ad esempio, giocare con animali di grossa taglia, prendere in braccio bambini o frequentare luoghi molto affollati, e soffiarsi il naso con delicatezza senza stringerlo eccessivamente.