Mastoplastica: prediligere le protesi anatomiche?

Mastoplastica: prediligere le protesi anatomiche?

Nonostante vi siano molte possibilità di scelta di volume, le protesi mammarie si distinguono  fondamentalmente in due tipi: rotonde e anatomiche, o “a goccia”. Nel primo caso, le protesi hanno la forma di semisfere, con massima proiezione a metà dell’altezza della protesi.

Le protesi a goccia, hanno invece un profilo asimmetrico, con maggior proiezione nella parte inferiore della protesi, risultando nel complesso in un aspetto più simile ad un bel seno naturale.

Personalmente, utilizzo le protesi rotonde – peraltro largamente utilizzate in passato – solo nei casi in cui la paziente abbia già un buon volume mammario ed una buona forma conica e la necessità sia solo di aumentarne la dimensione.

Qualora invece il volume iniziale sia scarso o il seno sia “svuotato”, preferisco consigliare la protesi anatomica, perché questo tipo d’impianto mantiene una forma naturale e piacevole nel tempo, senz’altro di più che le protesi rotonde.

In effetti, nella mia esperienza, la protesi “a goccia” è molto più naturale e piacevole da vedere, soprattutto in bikini o a seno scoperto.

Variando la proiezione del polo inferiore ed il volume complessivo, si può veramente trovare una protesi che sia perfetta per la fisionomia della paziente e si conformi ai suoi desideri.

E’ intuibile che la maggior parte delle pazienti che desiderano una mastoplastica, appartenga alla seconda categoria, ovvero alle donne con poco seno, e il loro desiderio è di aumentare il volume e migliorare la forma della salienza mammaria.

Per questo motivo, in circa il 90% degli impianti che eseguo, utilizzo protesi anatomiche.

 

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