Le cicatrici della mastoplastica: quali e dove?

Le cicatrici della mastoplastica: quali e dove?

La mastoplastica additiva lascia inevitabilmente una cicatrice, dovuta alla incisione cutanea che serve per consentire l’inserimento delle protesi. Analizziamo insieme le varie possibilità.

Sostanzialmente possono venire utilizzate quattro zona di incisione: l’ombelico, la regione ascellare, l’areola e il solco inframammario La prima, quella ombelicale è ormai abbandonata, per essersi dimostrata negli anni piuttosto macchinosa ed inefficace.

La soluzione ascellare, ancorché utilizzata, non ritengo essere utile, per la difficoltà di controllo del solco inframammario, e soprattutto perché può alterare il normale drenaggio linfatico della ghiandola mammaria.

In pratica, rimangono due sole valide alternative: l’areola ed il solco.

L’incisione areolare lascia indubbiamente una cicatrice di ottima qualità, quasi invisibile a distanza di anni, motivo per il quale spesso è richiesta dalle pazienti. Si tratta di una via di introduzione protesica valida e sicura, che tra l’altro può consentire anche di correggere modeste differenze di altezza tra le areole. L’unico problema legato a questo tipo di incisione, è che, per allestire la tasca che andrà ad accogliere la protesi, diventa necessario incidere la ghiandola e passarci attraverso.

Questo può portare a due conseguenze: una modesta riduzione della funzione dell’allattamento, che rimane comunque conservata nella sua maggior parte, e lo sviluppo di una cicatrice nella ghiandola che può, agli occhi meno esperti, creare problemi diagnostici durante l’esecuzione della mammografia. In linea di massima quindi, tendo a sconsigliare questa via alle pazienti che desiderano avere gravidanze, o alle pazienti con mammella radiologicamente “difficili”, tipo quelle affette da malattia fibrocistica o dalla presenza di adenomi benigni.

Personalmente, giudico il solco inframammario la zona di incisione più valida e sicura. Certamente, è quella più fisiologica, perché consente di mantenere intatta la mammella durante la fase di sollevamento. Inoltre, consente di poter facilmente modificare l’altezza del solco, procedura spesso necessaria per ottenere un buon risultato. Da ultimo, ma non meno importante, la cicatrice residua viene in parte coperta dalla mammella, risultando veramente poco visibile.

Vai alla barra degli strumenti